Tutti questi individui sarebbero stati bersaglio di accessi abusivi a banche dati riservate, un meccanismo illecito che ora vede 101 capi d’imputazione e 81 indagati. Al centro del sistema, secondo gli inquirenti, resterebbe Enrico Pazzali, per il quale, insieme ad altre 12 persone, è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’inchiesta, inizialmente coordinata dal pm Francesco De Tommasi e ora seguita da un pool di magistrati, sta delineando un’organizzazione ben più capillare di quanto si potesse immaginare.
Un’importante svolta riguarda l’emergere di una “ulteriore articolazione” del sistema, che farebbe capo a Luca Cavicchi e al poliziotto Roberto Bonacina. Questa struttura parallela, secondo quanto ricostruito, avrebbe operato in uno scambio reciproco di informazioni illecitamente esfiltrate con Equalize, alimentando il vasto archivio di dossier su persone note.
Nuove accuse e mandanti nell’ombra: dal caso Lucarelli ai legami finanziari
Indagine sul caso Lucarelli: nuove accuse, mandanti nell’ombra e legami finanziari.
Il nuovo filone investigativo non solo aggiunge nomi all’elenco delle vittime, ma si concentra con decisione sui presunti mandanti dei dossieraggi, svelando connessioni profonde con il mondo finanziario, istituzionale e legale. Un caso emblematico è quello che ha coinvolto Selvaggia Lucarelli, spiata a marzo 2024, proprio nel periodo in cui annunciava l’uscita del suo libro “Il vaso di Pandoro”, testo che ha contribuito a far luce sull’indagine che riguardava Chiara Ferragni. Altre motivazioni emergono, come nel caso di Ricky Tognazzi, oggetto di spionaggio nell’ambito di una disputa ereditaria.
Tra gli indagati spiccano tre avvocati dello studio internazionale Dentons: Pasquale Annicchiarico, Sara Biglieri e Matteo Danieli, accusati a vario titolo di accesso abusivo e rivelazione di segreto. In questo contesto, un ruolo centrale è attribuito a Stefano Speroni, responsabile dell’ufficio legale di Eni, ora sotto indagine anche per ulteriori reati. Speroni sarebbe coinvolto in un dossieraggio commissionato da Eni tramite Dentons ai danni dell’imprenditore Francesco Mazzagatti, il quale sarebbe stato falsamente descritto come vicino alla ‘Ndrangheta.
L’accusa di calunnia si aggiunge a quelle precedenti, condivisa con Carmine Gallo, e vede protagonista Nunziatino Romeo, un collaboratore di giustizia che avrebbe fornito dichiarazioni poi ritenute prive di fondamento dai magistrati. Romeo avrebbe sostenuto l’appartenenza di Mazzagatti alla ‘Ndrangheta di Oppido Mamertina e il riciclaggio di denaro dei Piromalli, affermazioni che le indagini hanno dimostrato essere infondate. Questi sviluppi sottolineano la gravità delle accuse e la complessità della rete di interessi.
Rete di potere e segreti: dagli eredi di Luxottica ai campioni olimpici
Svelata la rete di potere e segreti: dagli eredi Luxottica ai campioni olimpici.
L’indagine, lungi dal limitarsi a pochi casi isolati, si estende ad altri ambiti legali e imprenditoriali, rivelando una ramificazione impressionante di coinvolgimenti. Tra i nuovi indagati figura l’avvocata Maria Francesca Albertini, con collegamenti ai fratelli Fabio e Matteo Arpe, anch’essi implicati nella vicenda. Ma è il nome di Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica, a destare particolare clamore. Del Vecchio è accusato di aver commissionato dossier su persone della propria cerchia familiare, avvalendosi della collaborazione di Mario Cella e Marco Tallarico. Non solo, anche Stefano Orsini, ex security manager di Luxottica, è indagato per presunti dossieraggi su ex dipendenti dell’azienda.
Il coinvolgimento di figure istituzionali di alto livello conferma la pervasività dello scandalo. Il generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù è accusato di aver effettuato accessi abusivi su richiesta diretta di Pazzali, evidenziando una preoccupante commistione tra illecito privato e apparati statali. Infine, l’inchiesta tocca anche il mondo dello sport con Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo Tortu. Tortu è accusato di aver pagato ben “10mila euro” per ottenere informazioni riservate sulle chat del campione olimpico Marcell Jacobs, un fatto che solleva interrogativi sulle motivazioni dietro tali richieste di spionaggio.
Questa inchiesta mastodontica dipinge un quadro inquietante di come informazioni riservate possano essere utilizzate e scambiate illegalmente, intrecciando i destini di personaggi pubblici, imprenditori, avvocati e persino funzionari. Le motivazioni dietro la maggior parte di queste attività di spionaggio rimangono avvolte nel mistero, lasciando aperti molti interrogativi su chi abbia beneficiato realmente da questi dossieraggi e quali altri segreti potrebbero ancora emergere.
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