Lavoratore (Pexels) - Falsissimo
La decisione di procedere con i licenziamenti collettivi non è giunta inaspettata, ma è il frutto di un percorso avviato da tempo. In una nota inviata a Unindustria, Tiscali ha chiarito le motivazioni che hanno portato a questa difficile scelta. Il 1° marzo, il Consiglio di amministrazione della controllante Tesselis ha accettato un’offerta vincolante per la valorizzazione del ramo d’azienda B2C, che include i marchi storici Tiscali e Linkem. Questa operazione di cessione è il fulcro del piano di riorganizzazione e rappresenta un tentativo strategico di ridefinire il perimetro operativo dell’azienda, concentrandosi eventualmente su altri segmenti di mercato.
La vendita del ramo d’azienda B2C indica una chiara intenzione di Tiscali di ristrutturare il proprio core business, probabilmente per focalizzarsi su aree giudicate più redditizie o strategiche nel lungo periodo. Tale mossa, sebbene necessaria per la sopravvivenza aziendale, ha un prezzo sociale elevato, rendendo indispensabile un dialogo aperto con le rappresentanze sindacali per gestire al meglio le uscite e supportare i dipendenti coinvolti in questa complessa transizione. Le implicazioni di questa cessione andranno oltre la semplice riduzione del personale, ridisegnando l’intera struttura e l’identità di Tiscali nel panorama delle telecomunicazioni italiane.
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