Il messaggio di pace di Mattarella e la solidarietà bipartisan
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è unito al coro di solidarietà, inviando un messaggio al Pontefice in cui ha lodato il suo «forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tanto tribolati, al pari dell’invito all’unità e alla fraternità». Mattarella ha evidenziato come questo messaggio sia essenziale per alimentare la consapevolezza del contributo indispensabile che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità umana. Il Capo dello Stato ha espresso la sua certezza che «nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli, rivolti soprattutto alle ultime generazioni».
Anche tra le fila della maggioranza, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha preso le difese di Papa Leone XIV, affermando che attaccare «l’uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare». Un’eco di solidarietà bipartisan che sottolinea la trasversalità del rispetto per la figura papale, al di là delle divisioni politiche.
L’indignazione di Schlein e la stoccata di Renzi
Nel pomeriggio, durante la direzione del PD, anche la segretaria Elly Schlein ha condannato duramente le parole di Trump. Ha definito gli attacchi «gravissimi, inaccettabili e senza precedenti nella storia», sottolineando come rivelino «la cultura della sopraffazione che non tollera le voci libere». Schlein ha espresso la piena solidarietà del Partito Democratico a Papa Leone, invitando tutti a prendersi le proprie responsabilità e a condannare le parole del presidente statunitense, rimarcando il «fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana» del Pontefice.
Non è mancata la voce di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che su X ha scritto: «Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici». Renzi ha enfatizzato la gravità storica dell’episodio, affermando che «erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice». Il senatore ha concluso con una stoccata polemica: «Che è appunto ‘costruttore di ponti’ a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L’unico vantaggio: i Trump passano, i papi restano», un monito alla fugacità del potere temporale rispetto alla perennità dell’istituzione papale.
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