Crollo delle borse e petrolio alle stelle: la giornata di oggi 13 aprile | Forti tensioni sui mercati finanziari globali

Renato
Il 13 aprile ha segnato una giornata di forte tensione sui mercati finanziari globali, con evidenti ripercussioni a livello internazionale. Il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran ha innescato una reazione a catena, culminata nell’annuncio del presidente americano di un blocco strategico dello Stretto di Hormuz. Questa escalation geopolitica ha immediatamente riportato il prezzo del petrolio sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, influenzando negativamente la fiducia degli investitori e, di conseguenza, gli indici di tutto il mondo. Le borse asiatiche hanno chiuso in territorio nettamente negativo, mentre i listini europei e i principali indici di Wall Street hanno registrato perdite significative. A Milano, tuttavia, la corsa del greggio ha parzialmente sostenuto i titoli del settore energetico: acquisti mirati hanno premiato aziende chiave come Tenaris, Saipem ed Eni, mostrando una resilienza settoriale in un contesto di mercato altrimenti difficile.

L’andamento dei mercati europei e italiani

L'andamento dei mercati europei e italiani

Panoramica sull’andamento dei mercati europei e italiani.

 

I mercati azionari del Vecchio Continente hanno chiuso la giornata in un generale, seppur contenuto, ribasso. La Borsa di Madrid ha registrato il calo più significativo tra le principali piazze europee, chiudendo con un ribasso di un intero punto percentuale. A seguire, Francoforte ha ceduto lo 0,5%, Parigi lo 0,3% e Londra lo 0,2%. Amsterdam ha rappresentato una piccola eccezione positiva, segnando un rialzo finale dello 0,2% controcorrente. Per quanto riguarda l’Italia, la Borsa di Milano ha concluso la seduta con un calo marginale dello 0,17%, con l’indice Ftse Mib che si è attestato a 47.527 punti. Anche il differenziale tra il Btp italiano e il Bund tedesco, il cosiddetto spread, ha visto un rialzo, attestandosi a 79 punti base, rispetto ai 77 della chiusura precedente. In questo contesto, il rendimento del decennale italiano si è posizionato al 3,88%, mentre quello del benchmark tedesco al 3,09%.

Crollo della produzione OPEC: l’impatto del conflitto

Crollo della produzione OPEC: l'impatto del conflitto

Il conflitto provoca il crollo della produzione petrolifera OPEC.

 

Un dato particolarmente rilevante emerso il 13 aprile riguarda la produzione di petrolio dell’OPEC, che ha evidenziato una significativa contrazione a marzo. Si è registrato un drastico calo di quasi 8 milioni di barili al giorno (mbd), pari a una diminuzione del 27,5% rispetto al mese di febbraio. Questa riduzione è direttamente attribuibile alla guerra in Iran e al conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, eventi che hanno colpito principalmente paesi chiave come l’Iraq e altri stati del Golfo Persico. Il rapporto mensile dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) sottolinea come “gli eventi a est di Suez”, un’allusione esplicita al blocco dello Stretto e agli attacchi iraniani contro gli impianti petroliferi regionali, abbiano causato un crollo delle forniture da nazioni importanti come Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e, in misura minore, l’Iran stesso. Solo il Venezuela ha mostrato un leggero aumento della sua produzione, evidenziando la fragilità geopolitica che continua a influenzare profondamente il mercato energetico globale in un momento storico già complesso.


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